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Comunicato stampa 24 maggio – FORUM SU PIANO REGIONE LAZIO CONTRO L’OMOFOBIA: BENE, MA A QUANDO UN PIANO ANCHE PER LA FAMIGLIA?

ROMA, 24 maggio 2013 – FORUM SU PIANO REGIONE LAZIO CONTRO L’OMOFOBIA: BENE, MA A QUANDO UN PIANO ANCHE PER LA FAMIGLIA?

«Il Piano presentato dalla regione Lazio per combattere la transfobia e l’omofobia contiene tutti gli ingredienti giusti: percorsi di educazione nelle scuole, campagne di sensibilizzazione e prevenzione, servizi di sostegno, campagne di comunicazione. Bene, ma quando questa stessa attenzione sarà riservata alla Famiglia? All’ultimo punto del programma elettorale di Zingaretti era presente la lotta alla discriminazione di genere, ma ben prima si parlava di servizi e di sostegno alla famiglia. Dov’è ora l’attenzione per quel punto del programma? Il 15 maggio è stata la Giornata Internazionale della Famiglia e dalla Regione non è venuta nessun iniziativa che l’attenzionasse. Dobbiamo pensare, quindi, che come sempre la famiglia “non fa notizia”, la si invoca in tempo di elezioni e poi la si dimentica nella sua quotidianità? Ci vogliono fatti concreti, non bastano i programmi». Così, il Forum delle Associazioni Familiari del Lazio ha commentato la presentazione del piano contro l’omofobia annunciato qualche giorno fa dalla regione Lazio.

Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio, ha aggiunto «Nel comunicato della Regione si legge che “Nessuno deve vivere nel timore di essere ciò che è” e che per progettare questo intervento si è guardato “alle esperienze italiane più avanzate”. Bene, anche le famiglie non possono vivere con questo timore, anche le famiglie necessitano di un piano di interventi che si rifaccia alle politiche familiari più innovative, italiane ed europee. Molte madri e molti padri subiscono quotidianamente discriminazioni nei luoghi di lavoro, proprio per la scelta di aver voluto avere dei figli, come se questo fosse un capriccio o un retaggio del passato. Noi crediamo che debba essere riconosciuto il ruolo delle famiglie nell’accogliere e nel crescere le nuove generazioni, perché è un servizio che svolgono quotidianamente e silenziosamente per il bene comune e per il futuro del Paese. Oggi le famiglie con figli non arrivano neanche alla terza settimana del mese e non riescono a fare fronte alle spese ordinarie per crescere con dignità i figli. Non tolleriamo più l’indifferenza su queste difficoltà e non accettiamo la tendenziosità e le discriminazioni di una parte dei mass media, che associano le famiglie a violenza, repressione e crisi, senza andare a fondo nella realtà. Ci vogliono interventi concreti per le famiglie e per chi ha la responsabilità di crescere le nuove generazioni, ci vogliono servizi di sostegno e di tutela dei diritti della famiglia. E forse sarebbe anche il caso di pianificare dei percorsi nelle scuole di educazione alla formazione di una famiglia, senza la quale non c’è futuro».

E ha concluso «La famiglia è un soggetto sociale che ha tenuto insieme il Paese in questo momento di crisi, ma oggi soffre anche per l’indifferenza dei politici. Anch’essa va quindi protetta e sostenuta, affinchè non rischi di essere emarginata dal tessuto sociale. La famiglia è una risorsa, e solo se la Regione Lazio saprà investire nella sua tutela e promozione potrà diventare veramente una Regione inclusiva e all’avanguardia».